sabato 17 novembre 2012


Pasta in crema di spinaci

 
…ovvero: come far nascere un amore tra bambini e spinaci…
 
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In linea di principio non sono d’accordo col mascherare il cibo per farlo mangiare ai bambini, quindi questo non sarà uno di quei post tipo ‘come far mangiare le verdure a vostro figlio: fate degli omini con le verdurine-ine tagliate a julienne oppure usate i pomodorini e le carotine per disegnare un viso sopra a una frittata…’ No no no, le verdure devono avere la forma che hanno!
Detto questo credo di essere abbastanza fortunata, sia Rebecca che Emma mangiano praticamente tutto quello che si presenta loro nel piatto (salvo momenti di palese capriccio, ehm… vabbè ma quella è un’altra storia…), sarà che sono di bocca buona, o che le abbiamo abituate bene (in casa nostra si mangia quel che passa il convento), o probabilmente entrambe le cose, fatto sta che a queste due piace praticamente tutto! L’unica cosa che Rebecca non è mai riuscita a buttare giù erano gli spinaci, e dopo diversi tentativi abbiamo desistito, accettando il fatto che proprio non le piacessero. Ma dato che qui da noi si cucina la stessa cosa per tutti e quattro (eccezion fatta per quella volta al mese in cui David va in astinenza da carne e se la prepara praticamente solo per sé) praticamente abbiamo smesso di mangiarli anche noi!
 
Qualche giorno fa però mi sono trovata a pensare al pranzo all’una meno un quarto… ok mettiamo su una pasta, ma con…? Il frigo è praticamente vuoto, il jolly pasta al pomodoro l’abbiamo già giocato da poco, all’olio idem… apro il freezer e ci sono questi spinaci che sembra quasi mi dicano ‘dai in fondo esistiamo anche noi!!!’ E l’illuminazione: cremina verde per condire la pasta, proviamo va! Il risultato è stato apprezzatissimo, sia dalle piccole che dai noi grandi!
Quindi ho pensato di condividere con voi questa ricetta facilissima e super veloce, soprattutto per chi ha bambini scettici davanti agli sfilacci verdi, ma anche per adulti golosi e con poco tempo!
 
INGREDIENTI (per 3-4 persone)
 
  • pasta 250 gr
  • spinaci surgelati 4 cubetti (credo circa 200 gr)
  • mezza cipolla
  • panna 100 ml
  • parmigiano o pecorino 30-40 gr
  • olio
  • sale
 
PREPARAZIONE
 

--1-- Soffriggere la cipolla in poco olio (io di solito ci metto anche un pizzico di sale per insaporirla) ed eventualmente aggiungere un po’ d’acqua, giusto per non farla attaccare…
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--2-- Quando la cipolla è ben appassita e appena dorata aggiungere gli spinaci, un po’ d’acqua e coprire, facendo cuocere a fuoco non troppo alto e mescolando di tanto in tanto fino a che non si scongelano. Nel frattempo mettere a bollire l’acqua per la pasta.
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Salare e lasciare insaporire per qualche minuto.

--3-- Mettere a cuocere la pasta e intanto frullare gli spinaci con la panna e il parmigiano o pecorino (noi abbiamo usato quest’ultimo, buono…), col frullatore a immersione viene perfetto…
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--4-- Scolare la pasta, condirla con la cremina verde e il pranzo è pronto!

--5-- Pulire il piatto con le dita! (o se siete più beneducati di noi facendo scarpetta con del pane…)
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Nota: la prossima volta voglio provare a sostituire la panna con la ricotta (versione un po’ più light che non fa mai male…) se qualcuno ci prova prima di me mi faccia sapere come viene!

venerdì 16 novembre 2012


Momenti

 
Rebecca che impegnatissima impara a contare…
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…foto in cui finalmente la mamma esce carina ma il gatto sembra avere un occhio di vetro…
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…e la versione photoshoppata dal mio fratellino della stessa foto, che mi ha fatto ridere un quarto d’ora…
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(Come dite che è meglio il gatto? Versione ‘sono orbo da un occhio’ oppure versione ‘mi sono appena preso un lsd’?)
 
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…i progressi di Emma, che inizia a colorare con precisione dentro ai margini…

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Rebecca che insegna ad Emma a fare i puzzle…
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…la piccola che continua a usare Paco come cuscino…
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…e la grande che inizia ad azzeccare qualche inquadratura…
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…due bimbe tutte di fucsia vestite che guardano Biancaneve tenendosi la mano…
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…e una cassetta di legna pronta a scaldarci!
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Buon fine settimana a tutti!

mercoledì 14 novembre 2012


La mia piccola ballerina


Chiedo scusa per la qualità delle foto, ma la macchina fotografica seria continua ad essere ko, e sto facendo quel che riesco con la piccola coolpix di David. Macchinina che però non ha vie di mezzo:  un flash che permette foto ferme ma completamente appiattite; oppure l’opzione senza flash, con la quale basta che uno dei due tra chi fotografa e chi è fotografato respiri e la foto viene mossa….
Beh questa volta ho optato per la seconda, ho cercato di respirare il meno possibile e questo è quel che ne è uscito, ieri al ritorno da danza…
 
Rebecca tenta di insegnare non so cosa, presumo un esercizio fatto a lezione, a sua sorella:
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’Emma stai dritta distesa così!’
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’ma no aperte le gambe, chiuse!’
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’e le mani giù dritte’
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Poi mentre io tento di fare questa foto:
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Emma quasi mi morde una spalla (così, tanto per attirare un po’ l’attenzione…), si becca ovviamente una sfuriata e nella disperazione viene prontamente consolata da sua sorella, sempre molto empatica quando non è lei la causa della suddetta disperazione…
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Passato il momento tragico Rebecca si rimette in posa, e per la prima volta, oserei dire nella sua vita… schiena dritta e spalle basse e testa alta!!! Grazie maestra Piera!!!!
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martedì 13 novembre 2012


Sul parto in casa

 
Fin dall’inizio della mia prima gravidanza mi balenava l’idea di partorire a casa, ma poi mi sono scontrata con la realtà di un marito non troppo convinto (come tutti i mariti), con la difficoltà nel reperire informazioni sulle ostetriche disponibili all’assistenza in casa, coi dubbi e le insicurezze che comunque ti assalgono quando si va incontro a qualcosa di nuovo (partorire? Come si fa?), con un corso preparto che elogiava il nuovo ospedale… vabbè andiamo a vederlo… effettivamente le ostetriche dicono siano tutte giovani e carine, orientate a un parto attivo…c’è anche lo sgabello per partorire accovacciate come vorrei, rooming-in… Va bene mi avete convinto: scrivo un bel piano del parto in cui segno tutto ciò che voglio e non voglio venga fatto al momento della nascita (niente ossitocina, attaccamento al seno immediato, Breast Crowl, posticipo di tutte le visite, lavaggi etc…) e andiamo in ospedale!

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Sarà stato destino o sfortuna, fatto sta che abbiamo beccato la nottata in cui erano di turno le uniche due ostetriche “anziane” quindi messa sul lettino a gambe all’aria (lo sgabello? a detta loro lo stava usando la ragazza nella sala parto a fianco, la mia compagna di stanza, a cui avevano detto che lo stavo usando io…) e voilà: spinte a comando (col senno di poi ho capito che m’hanno messo a spingere prima del dovuto) completamente inefficaci per un paio d’ore (!!!) concluse con una dose di ossitocina per farmi sparar fuori 4kg di figlia che stava entrando in sofferenza, uscita con una clavicola slogata, per fortuna sistematasi in breve tempo, ma nessuno mi toglie dalla testa l’idea che l’abbiano slogata loro tirandola fuori violentemente!
Mi hanno fatto vedere Rebecca 5 secondi e poi controllata, visitata, lavata e tenuta una mattinata intera in incubatrice dicendoci che stava bene ma aspettavano il giro del primario per poi portarcela in stanza. Mattinata durante la quale, ciliegina sulla torta, le hanno anche dato un biberon di latte-finto-soluzione-glucosata-o-quel-che-era perché piangeva e aveva fame… ma va? Evidentemente chiamarmi perché andassi ad attaccarla al seno era troppo faticoso… Mah! Alla faccia dei poster sparsi in tutto il reparto a favore dell’allattamento…
Insomma del mio fantastico piano del parto è stato rispettata praticamente solo la presenza del marito in sala parto!
Per carità, eravamo felici e soddisfatti della nostra creatura, io un “pelino” affaticata (i miei occhi si son sgonfiati dopo una settimana!) però estasiati di avere Rebecca tra noi!

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Ma quando la mattina dopo mia madre al telefono mi ha chiesto com’era andato il parto la mia risposta è stata: “ Lasciamo stare, devo farne subito un’altra per farla nascere come si deve!”
Così quando circa 11 mesi dopo ho scoperto di aspettare Emma tutti i dubbi della prima volta si sono dileguati: sono andata dritta al consultorio a chiedere di qualcuno che facesse i parti in casa, ho preso contatto con quest’ostetrica decana che mi è stata presentata come una che aveva seguito circa 7000 (!!!) parti in casa, e in effetti ho scoperto essere poi la stessa che aveva fatto nascere i figli di una mia amica circa vent’anni prima! Ok. Fiducia totale. La gravidanza procede bene, non ci sono ostacoli fisiologici, l’ospedale per ogni evenienza è a dieci minuti da casa, il costo non è bassissimo (in Umbria il parto in casa non è rimborsato) ma decidiamo che ne vale la pena.
E in effetti non c’è stato paragone, sono stata seguitissima da queste due ostetriche fantastiche, che una volta scaduto il tempo (Emma ha deciso di uscire circa due settimane dopo il previsto) venivano alternandosi tutti i giorni a visitarmi e monitorare il battito, e alla fine il parto, non pensavo che avrei mai potuto definirlo così, ma è stato meraviglioso!
La sera in cui poi la notte ho partorito l’ostetrica mi ha suonato il campanello senza che la chiamassi, dicendomi che secondo lei era il momento! Abbiamo cenato insieme e giocato a carte, con anche a mia madre e mia sorella che erano lì quasi casualmente (avevano pianificato di venire a trovarci convinte che in quella data ci sarebbe dovuta già essere la bimba, non si aspettavano il parto in diretta), fino a mezzanotte, e abbiamo guardato un po’ di tv. Io e mia sorella stavamo facendo una maratona de ‘la signora del west’ e volevamo arrivare a vedere l’episodio in cui lei partorisce, prima che partorissi io… ma alla fine non ce l’abbiamo fatta! Le contrazioni sono iniziate un po’ più dolorose e ricordo che la seconda ostetrica è arrivata verso l’una e mezza che eravamo ancora in divano e dopo un po’ mi ha proposto di entrare in vasca da bagno che iniziava a vedermi sofferente e il calore dell’acqua avrebbe aiutato… Dev’essere passata un oretta in bagno, oretta in cui le contrazioni hanno iniziato a farsi sentire forti e chiare, mi si sono rotte le acque (sul water! Con il mio commento “Evvai!!! Così non dobbiamo pulire”) e ho iniziato a sentire il bisogno di spingere, che novità, l’altra volta non ne ho sentito neanche l’ombra… In effetti non è neanche un bisogno, è il corpo che spinge da solo, durante la contrazione se rilasso i muscoli come ho fatto finora per sopportarle, ricordo ancora la sensazione… E le ostetriche che mi dicono “cerca di aspettare, non sei ancora del tutto dilatata…”. Alla fine ci spostiamo in camera, e quando mi accovaccio ai piedi del letto con David che mi sostiene… Emma scivola fuori, alle 3:05, in un paio di spinte, senza la minima fatica… Certo è il secondo parto, è sempre più facile… ma 4,5kg di figliuola (è nata che pareva avesse già 3 mesi) sgusciati fuori come se niente fosse… quando le cose si fanno come van fatte!!!

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Poi il taglio del cordone e il primo bagnetto entrambi eseguiti dal babbo (come anche l’addormentarla mentre la mamma subiva quel po’ di punti comunque necessari, la piccolina se n’è uscita anche col pugnetto a fianco al viso)
E la colazione alle 6 del mattino in cucina con mamma e ostetriche a chiacchierare, mentre la piccola Emma se ne dorme tranquilla nel lettone vicino al babbo che è crollato (l’adrenalina che resta in circolo è prerogativa delle mamme), e il meraviglioso primo incontro con Rebecca, innamorata a prima vista della sorellina, e che da quella volta non ha più smesso di adorarla!

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Certo non posso consigliare a chiunque il parto in casa, bisogna esserne veramente convinte, essere serene e vivere la gravidanza e il parto come le esperienza più fisiologiche che si possano vivere, in fondo le donne partoriscono dall’inizio dei tempi, e il corpo sa quello che deve fare, basta reimparare ad ascoltarlo! Quanto a me se potessi tornare indietro farei a casa anche Rebecca…

lunedì 12 novembre 2012


La Signora

 
Nella casetta nuova avremmo voluto evitare completamente l’accensione dei termosifoni. Quindi abbiamo ordinato, abbastanza per tempo, una fantastica Signora Stufa; abbiamo preso e stipato la legna, metà di quella che ci servirà perché lo abbiamo fatto un po’ meno per tempo, e per farcela portare siamo riusciti ad aspettare che piovesse dopo un estate asciuttissima (la legna umida da’ più gusto, sennò è troppo facile!); abbiamo preparato, all’ultimo minuto che già iniziava a far freddino, un bel pannello di piastrelle per rialzare la Signora Stufa e preservare il parquet; ed eccoci finalmente pronti ad accoglierla, e soprattutto accenderla!
La Signora è arrivata, ma purtroppo il rivenditore s’era scordato (a mio avviso) i tubi, dunque siamo stati due settimane con la stufa a far da arredamento e il riscaldamento acceso!
Finalmente Sabato i tubi sono stati montati e… Fuoco!!!!
 
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…ipnotico fuoco…

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le bambine, per la gioia del babbo, hanno già organizzato il picnic al calduccio…

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Comunque dopo un paio di giorni di accensioni il verdetto è abbastanza positivo: dobbiamo ancora farci completamente amicizia, capire bene il tiraggio dell’aria (ogni tanto ci si spegne a tradimento) ma scaldare scalda! In corridoio l’altra sera c’erano quasi 23 gradi, e nelle camere (le più lontane dalla Signora) c’era un certo qual tepore! Bene bene bene!
Vi lascio con uno sprazzo di comicità, Rebecca inizia a provare a fotografare (con la macchinetta piccola)…

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…ed è riuscita ad immortalarmi con un occhio aperto e uno chiuso!!! Wow!

domenica 11 novembre 2012


San Martino


Dopo la rocciata, tipico dolce umbro, per par-condicio ecco a voi una ricettina veneta! Da noi a San Martino si fa… il San Martino!!!
In genere si decora con glassa, cioccolatini, smarties, confetti e delle terribili caramelline argentate spacca-denti, e se ne trovano due versioni, col cioccolato o senza. Ma noi per mantenere basso il tenore di schifezzuole, linea che stiamo tentando di portare avanti con le bimbe (lo so, prima o poi scopriranno il junk-food, ma meglio poi che prima, no? Per entrare in dipendenza da smarties c’è sempre tempo….) lo abbiamo decorato con cioccolato (ho detto tenore basso, non nullo eh eh) e sopra semini vari, pinoli, mandorle, nocciole (io non le amo ma se piacciono poteva starci anche qualche uvetta…) e qualche scaglietta di cioccolato bianco!
E’ risultato sicuramente meno colorato di quelli che si trovano in vetrina nelle pasticcerie veneziane, ma a mio avviso è l’aspetto finale è comunque gradevole e invogliante!

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Noi dobbiamo ringraziare la nonna Marina che ci ha gentilmente copiato e regalato la sagoma in cartone che si è creata l’anno scorso (o due anni fa?), ma per i più pigri credo vendano addirittura lo stampo (anche se online non ho trovato nulla che mi convincesse).
Comunque, soprattutto per chi ha bambini, è divertente anche la fase preparatoria: ‘disegniamo San Martino a cavallo con spada e mantello e poi ritagliamolo’! Ai tempi dell’università con un gruppo di amici ci trovavamo il giorno di San Martino a fare tutti insieme tanti San Martini, e si iniziava sempre a tavolino a disegnare la sagoma, facendoci delle grasse risate (certo anche le caraffe di spritz aiutavano…)
Sì, lo so, David organizza da anni la gara di rocciata, e io facevo i raduni del San Martino… ci siam trovati! O, detto in veneziano, se gavemo trova’!
Ma ora condividiamo con voi come abbiamo fatto il nostro San Martino!

INGREDIENTI

  • farina 250 gr
  • burro 175 gr
  • zucchero di canna 100 gr
  • 2 tuorli (noi non l’abbiamo fatto ma gli albumi si possono usare per fare la glassa)
  • cioccolato 150 gr
  • mandorle, nocciole, pinoli, semi di sesamo

PREPARAZIONE

-- 0 –- Se necessario preparare una sagoma di cartone della forma per ritagliare poi il dolce.

-- 1 –- Preparare la pasta frolla mescolarndo farina, zucchero, i due tuorli e il burro tagliato a pezzetti. Impastare fino a formare una palla (all’inizio sarà tutta sbriciolosa, ma non demordete:impastando impastando alla fine prende forma).
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Una volta formata la palla va fatta riposare in frigo per una mezz’ora. In genere dicono farla riposare avvolta nella pellicola, ma la maggior parte delle pellicole ha la scritta, piccola piccola e nascosta: ‘evitare il contatto con cibi ad elevato contenuto di grassi’. La pasta frolla è a base di burro…, io nel dubbio non l’avvolgo, la metto in frigo così come la vedete, con la terrina.

-- 2 –- Reimpastare un po’ per ammorbidire la palla e stendere la pasta, dello spessore di circa 1cm (a noi è venuto un po’ più basso ma andrebbe altino…). Noi l’abbiamo stesa sulla spianatoia e spostata poi sopra a un foglio di carta da forno (se siete bravi potete stenderla direttamente sopra alla carta da forno) arrotolandola sul mattarello, ma si rompe un po’, poi bisogna ricomporla…

-- 3 –- Con un coltello abbastanza affilato e possibilmente non seghettato ritagliare la forma utilizzando la sagoma precedentemente preparata. Smussare poi tutti gli spigoli con le dita.
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Con gli avanzi di pasta si possono fare un po’ di biscotti…

-- 4 – Cuocere a 180° per 15-20 minuti (non far dorare troppo), e nel frattempo sciogliere il cioccolato a bagnomaria.

-- 5 -- Una volta cotto spennellare col cioccolato fuso e decorare a piacere
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-- 6 – Aspettare che si raffreddi e poi…  buon appetito!!!

…e buon San Martino!

venerdì 9 novembre 2012


Momenti


Paco Ernesto che si rilassa sul lettone…
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...e Emma che decide di leggergli una storia
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Io che riesco a sferruzzare con il suddetto gattone che mi dorme addosso abbracciandomi come un pargolo…
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Scene al nostro risveglio questa mattina…
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(forse basterebbe un letto solo…)

Scorci d’autunno nel nostro giardino (il caco sta arrossendo!!!)
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Una piccola cuoca scimmietta che gira per casa…
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E un altra bimba che guarda i Barbapapà abbracciando il suo gatto!
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Buon fine settimana a tutti!